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La sanificazione di pareti e soffitti negli impianti industriali
In molti impianti industriali vengono generati, durante i cicli di produzione, rilevanti quantità di fumi e vapori acquei che lasciano sui soffitti un progressivo strato di sostanze. Questi residui si accumulano soprattutto negli ambienti della produzione manifatturiera e, malgrado i sistemi di aerazione contribuiscano a ridurre il fenomeno, sono necessari ogni tanto interventi di pulizia e sanificazione per mantenere un adeguato livello d’igiene.
È fondamentale però che questi interventi siano sempre preceduti da una adeguata pianificazione preventiva. Ad esempio, infatti, le pareti a soffitto attraggono molta fuliggine e possono di conseguenza diventare molto resistenti ai prodotti di pulizia. Inoltre meno è lucida la loro superficie, tanto maggiore è il rischio che si depositino sostanze e polveri esalate durante i processi produttivi. E ancora: se la struttura di una parete ha una elevata porosità, l’azione di igienizzazione diventa più complessa e richiede un personale esperto e ben formato. Gli addetti ai lavori devono inoltre essere sempre provvisti dei giusti dispositivi di protezione (come tute, guanti e maschere facciali).
Tra i vari macchinari disponibili per la pulizia dei soffitti esistono anche le piattaforme aeree elettriche semoventi, che permettono di raggiungere i punti più difficili da trattare, a qualsiasi tipo di altezza.
I vantaggi della pulizia con osmosi inversa
L’ osmosi inversa è un processo di pulizia che utilizza una membrana semimpermeabile per trattenere le impurità, lasciando fuoriuscire solo il solvente impiegato per le pulizie. Questo procedimento può essere eseguito benissimo con acqua di rete che una volta deionizzata, diventa un agente detergente molto efficace.
L’applicazione più attuale dell’osmosi inversa avviene su vetrate con altezze che possono toccare anche i 12 metri di altezza. Il procedimento è quindi molto usato, oltre che nel settore sanitario e alimentare, anche in uffici, centri commerciali, aziende e hotel.
I benefici derivanti dall’applicazione dell’osmosi inversa sono numerosi e vanno dalla semplicità d’impiego (si richiedono solo un punto d’acqua e una presa di corrente) alle prestazioni in sicurezza (Le leggere aste in carbonio consentono di operare anche da terra su vetrate molto alte).
I vantaggi più rilevanti si hanno però in termini di impatto ambientale: il sistema di lavaggio impiegato è infatti completamente ecologico e l’acqua utilizzata può essere impiegata successivamente per l’irrigazione o dispersa nella rete fognaria.
L’impiego di acqua osmotizzata trova applicazione anche nella pulizia dei pannelli solari in quanto, non lasciando residui, evita la formazione di calcare su vetri e bordi dei moduli fotovoltaici.
I Criteri Ambientali Minimi nei servizi e prodotti di pulizia
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono una serie di misure adottate negli appalti pubblici per la fornitura di beni e servizi, al fine di garantire il rispetto delle esigenze di sostenibilità ambientale. Queste misure sono relative agli appalti di molti settori tra cui anche quello dei servizi e prodotti di pulizia in ambito civile e industriale.
I criteri ambientali sono detti “minimi” in quanto definiscono gli elementi qualificativi di base per essere riconosciuti efficienti dal punto di vista sia ambientale che commerciale.
I prodotti per la pulizia civile e industriale dunque, per essere considerati a basso impatto ambientale, devono essere conformi alle disposizioni dei CAM.
Anzitutto si richiedono specifici requisiti tecnici come l’autorizzazione a presidio medico-chirurgico e l’assegnazione di etichette ambientali ISO di tipo I.
Vengono in secondo luogo presi in considerazione eventuali piani gestionali formulati dai produttori (riguardanti ad esempio i dosaggi o tecniche di pulizia).
I CAM veri e propri si riferiscono invece ai seguenti aspetti:
- la biodegradabilità dei tensioattivi;
- la presenza di biocidi con azione conservante e capacità di bio accumulo;
- l’assenza di profumi a base di muschi azotati o policiclici;
- una limitata quantità di fosforo e di composti organici volatili.
Quando il cleaning qualificato è prioritario: pulizia e igienizzazione negli 'spazi confinati'
Gli spazi confinati, detti anche ambienti sospetti di inquinamento, sono aree circoscritte da confini molto limitati in cui le condizioni di lavoro presentano numerosi fattori di disagio. In questa definizione rientrano ambienti come silos, cisterne, pozzi, forni, reti fognarie e anfratti interrati.
I principali pericoli che corrono gli addetti ai lavori negli spazi confinati dipendono principalmente da problemi legati alla mancanza di spazio e di areazione. In tal senso, i rischi più comuni sono:
- asfissia per permanenza prolungata;
- avvelenamento per inalazione o contatto epidermico di gas e sostanze nocive;
- incendio o esplosione in presenza di gas, liquidi o vapori infiammabili.
Il Decreto 177/2011, che regolamenta la pulizia e l’igienizzazione degli spazi confinati, prevede che ogni attività lavorativa in questi ambienti può essere svolta esclusivamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati ed in possesso di particolari requisiti (come l’esperienza pregressa).
Gli impianti dell’industria alimentare sono quelli che presentano il maggior numero di spazi confinati, per via delle specifiche esigenze legate alla conservazione e immagazzinamento degli alimenti (oli, vino, farine, etc) . Per esempio un silos che conserva prodotti alimentari può generare scorie e residui che necessitano di un programma di intervento specifico per essere eliminati.
Pulizie a basso impatto ambientale
In un’ottica di impatto ambientale e sostenibilità, anche i servizi di pulizia ed igiene hanno un peso non trascurabile e devono dare il loro contributo. Pensiamo infatti a fattori come il consumo d’acqua e di energia elettrica, l’utilizzo di detergenti chimici inquinanti e l’impiego di imballaggi di vario tipo. Per questo motivo negli ultimi anni sono state studiate e messe in atto soluzioni che hanno reso anche il campo del ‘cleaning industriale’ più ecosostenibile.
Per quanto riguarda i consumi d’acqua, ad esempio, è stato introdotto il cosiddetto “sistema pre impegnato” che comporta la sostituzione dei classici contenitori di plastica con distributori automatici contenenti panni già inumiditi e con la dose necessaria di detergente. Questo ha comportato un notevole risparmio di acqua soprattutto in ambito sanitario.
Sul versante dei prodotti chimici, numerosi marchi hanno sviluppano e introdotto detergenti ecocompatibili a livello europeo. L’impiego di prodotti di questo tipo è diventata inoltre ormai una norma all’interno degli ambienti socio-sanitari (in particolare le aziende ospedaliere).
Infine, l’adozione di distributori automatici per la ricarica di detergenti (a disposizione degli addetti alle pulizie) e l’utilizzo di capsule monodose idrosolubili hanno ridotto notevolmente lo spreco di imballaggi e contenitori.
La pulizia civile
I servizi di pulizia civile hanno come obiettivo primario l’igienizzazione di ambienti dove si svolgono attività umane. Questi luoghi, in quanto costantemente frequentati da persone, necessitano di mantenere sempre un elevato standard di igiene e salubrità.
La pulizia civile comprende una vasta quantità di aree di intervento tra cui:
- Uffici di enti pubblici e privati
- Istituti di credito
- Centri commerciali
- Aeroporti
- Poli scolastici
L’individuazione degli obiettivi ed una efficace metodologia di lavoro sono tutte componenti fondamentali per ottenere il massimo risultato in termini di igiene, soprattutto in ambienti molto grandi.
Gli esempi che si possono fare sono tanti: la pulizia uffici necessita non solo di periodici trattamenti igienici intensivi ma anche di interventi manutentivi. Anche per le pulizie domestiche è importante utilizzare il prodotto adeguato per ogni elemento per rendere gli ambienti il più possibile sterili nel rispetto della normativa HACCP. Semplici oggetti come finestre, terrazzi e porte richiedono l’utilizzo di prodotti antistatici per agevolarne la manutenzione ordinaria. Cantine e garage, luoghi solitamente saturi di polvere, necessitano periodicamente di una pulita a fondo. Infine ricordiamo anche che particolari eventi accidentali (incendi o allagamenti), richiedono interventi specifici per ripristinare le situazioni igieniche preesistenti.
La pulizia nell'industria alimentare
Gli impianti dell’industria alimentare sono costantemente oggetto dell’attenzione degli enti preposti ai controlli igienico-sanitari e delle loro normative. Questo perché nei processi di produzione alimentare si possono più facilmente verificare fenomeni come il deterioramento naturale degli alimenti e della proliferazione microbica.
Il deterioramento degli alimenti può essere causato, ad esempio, dalla perdita di umidità (che altera il pH modificando la consistenza degli alimenti), o dall’esposizione all’ossigeno presente in atmosfera (che altera l’odore dei cibi rendendoli sgradevoli).
Ancora più rilevante è comunque la proliferazione dei microbi, che può avvenire attraverso l’aria, per sedimentazione o attraverso vettori animati (insetti, persone) e/o inanimati (utensili, attrezzature)
Ecco perchè uno standard adeguato d’igiene deve assolutamente essere mantenuto in tutti gli impianti di produzione industriale alimentare.
Il trattamento di sanificazione dell'industria alimentare si chiama sanitizzazione e ha lo scopo di garantire la sicurezza dei prodotti alimentari ostacolando proprio la proliferazione microbica ed eliminando i microrganismi patogeni potenzialmente presenti.Il programma di sanitizzazione si inserisce nel quadro complessivo dell’igiene degli alimenti previsto dal sistema HACCP. La sanitizzazione può avvalersi anche dell’impiego di prodotti chimici e comprende principalmente quattro fasi: la pulizia; la detergenza; la disinfezione; l’eliminazione dei residui disinfettanti.
Idropulizia e vapore ad alta pressione: differenze e considerazioni
Sia l’idropulitrice che la macchina generatrice di vapore sono macchinari utilizzati nei programmi d’intervento di pulizia civile e industriale. Spesso queste due apparecchiature vengono però confuse o considerate uguali, quando in realtà presentano sostanziali differenze, soprattutto in un’ottica di impatto ambientale.
La caratteristica principale di una idropulitrice è quella di aumentare la pressione dell’acqua fino a livelli significativi (alcune raggiungono anche 500 bar di pressione). Questa capacità rende questo macchinario uno strumento di pulizia idoneo sia per lavori privati che di tipo industriale.
Tuttavia una idropulitrice non potrà mai avere gli stessi effetti di pulizia di una macchina generatrice di vapore ad alta pressione: questo perché il potere igienizzante del vapore ha una più elevata efficacia disinfestante e disinfettante.
I vantaggi dell’uso del vapore sono numerosi e tra questi annoveriamo:
- limitato impatto ambientale: il vapore ha infatti una temperatura tale da debellare qualsiasi elemento battereologico e non richiede quindi l’ausilio di detergenti;
- risparmio: l’uso del vapore riduce drasticamente il consumo d’acqua (a differenza delle idropulitrici);
- precisione: le macchine a vapore possono igienizzare perfettamente ogni angolo, cavità o orifizio;
- salute degli operatori: per l’assenza totale di prodotti chimici utilizzati.
I rifiuti speciali negli ambienti lavorativi
Spesso gli ambienti lavorativi e industriali (come uffici, laboratori, studi legali) si trovano a dover gestire lo smaltimento di apparecchiature tecnologiche obsolete come toner, fotocopiatrici, stampanti, PC eccetera. Proprio perché provenienti da attività lavorative, questi materiali rientrano nella categoria dei rifiuti speciali, e in quanto tali hanno regole di smaltimento diverse da quelle deirifiuti cosiddetti ‘urbani’.
La classificazione dei rifiuti speciali è stabilita dai codici CER (codice europeo rifiuto) che identificano ogni tipo di rifiuto e anche la sua idonea modalità di smaltimento. Attualmente il catalogo europeo identifica 20 classi di rifiuti speciali, che sono a loro volta suddivisi in rifiuti “pericolosi” e “non pericolosi”, a seconda ad esempio del grado di infiammabilità o di rischio infettivo.
L’inadeguata applicazione dello smaltimento dei rifiuti prevista dai codici CER, può comportare rigide e severe sanzioni. Di conseguenza, gli impianti di smaltimento sono ormai specializzati nella determinazione delle categorie di rifiuto e non è più possibile smaltire i rifiuti speciali senza una corretta identificazione e una adeguata cernita. Ecco perché attualmente tutti gli addetti ai lavori devono conoscere bene le normative in vigore ed essere in possesso delle conoscenze, del personale, e dei mezzi idonei per movimentare e trattare i rifiuti.
Come agisce un detergente disinfettante
Il primo compito per ogni seria impresa di pulizia è quello di accettarsi, durante una disinfezione, che qualsiasi tipo di microrganismo che possa causare danni alla salute dell’uomo venga davvero eliminato. In tal senso diventa indispensabile conoscere i diversi tipi di disinfettanti a disposizione e le loro modalità d’azione.
Pur esistondo diversi tipi di disinfettanti, la modalità di agire è la stessa per tutti: l'azione ossidante abbatte anzitutto le pareti delle cellule dei germi, bloccandone cosi il processo energetico e sintetico.
La differenza sta dunque esclusivamente nella diversa combinazione degli ingredienti attivi: ecco perché ci sono prodotti più efficaci su un tipo di germi e meno su altri. Per un risultato ottimale è quindi sempre opportuno leggere l’etichetta e la scheda tecnica dei disinfettanti impiegati.
La scelta di un prodotto inoltre deve tenere conto di alcuni fattori come la concentrazione, il tasso di diluizione e il tempo di contatto.
Le principali categorie di disinfettanti sono due:
- disinfettanti ai sali quaternari d’ammonio, che immettono una carica positiva nelle cellule dei batteri causandone la morte. Sono spesso utilizzati nelle sanificazioni di basso livello;
- disinfettanti fenolici, che contengono acido fenico ed hanno un forte potere corrisivo. Molto impiegati nella disinfezione.