Super User
Sanificazione dell'industria farmaceutica: la Cleaning Validation
Nel settore farmaceutico, le operazioni di sanificazione degli ambienti e delle superfici incidono, insieme ad altri fattori, sulla produzione finale dei farmaci. Questo perché i farmaci sono potenzialmente esposte ad una serie molto ampia di potenziali contaminazioni che possono compromettere la loro sicurezza d’impiego. I processi di sanificazione negli impianti farmaceutici sono dunque soggetti a specifiche procedure, tra cui la Cleaning Validation, che hanno l’obiettivo di convalidare i metodi di pulizia e igienizzazione utilizzati al fine di ridurre al massimo i rischi di contaminazione dei farmaci. Tali rischi riguardano principalmente: - contaminazioni generali da polveri e particelle; - contaminazioni dovute al trasporto di particelle contaminanti da parte di terze persone (durante spostamenti interni/esterni ai luoghi di produzione); - contaminazioni crociate dovute a residui di produzioni precedenti; - contaminazioni da agenti patogeni. Per ridurre questi rischi è dunque fondamentale che le imprese di pulizia siano in grado di assicurare una pulizia profonda attraverso l’impiego di prodotti e attrezzature idonee a questo tipo di attività. Tra le varie applicazioni specifiche ricordiamo: - lavaggio a ricircolo di pastorizzatori, reattori, tubazioni e impianti di riempimento (attraverso sistemi Cleaning in Place); - pulizia a spruzzo o ad immersione di contenitori e superfici aperte.
Prodotti di pulizia e sostenibilità: i tensioattivi
Gli agenti tensioattivi sono sostanze presenti nei prodotti di pulizia e hanno la caratteristica di diminuire la tensione superficiale di un liquido, agevolando così la bagnabilità delle superfici e favorire la rimozione dello sporco. Esistono quattro tipi di tensioattivi: - anionici, a carica negativa in soluzione acquosa. Sono impiegati nei detersivi per lavatrici e per l’igiene personale. Il più comune è il sapone. - non ionici, che non si ionizzano in soluzione acquosa. Sono utilizzati in combinazione con gli anionici e nei detergenti industriali; - cationici, a carica positiva in soluzione acquosa. Si applicano principalmente negli ammorbidenti e nei prodotti per la cura dei capelli. Tra questi abbiamo l’ammonio quaternario. - anfoteri, con proprietà acide ed alcaline. Utilizzati soprattutto nei detergenti multiuso. I criteri ambientali minimi (CAM) impongono che i tensioattivi debbano essere in buona parte biodegradabili, ovvero devono essere catalizzabili biologicamente in modo da ridurre la loro complessità. Questo perché queste sostanze possono essere tossiche per gli organismi presenti nell’acqua. I tipi di biodegradazione che riguardano i tensioattivi sono: - primaria: comporta il degrado della struttura chimica di una sostanza attraverso un’azione biologica; - completa: comporta la degradazione di una sostanza per mezzo di microorganismi.
Prodotti di pulizia e sostenibilità: i composti organici volatili
I composti organici volatili (COV) sono composti chimici caratterizzati principalmente dalla volatilità , ovvero la tendenza ad evaporare in determinate condizioni di pressione e temperatura. A questa classe appartengono anche il limonene , il cloroformio e la formaldeide , tutte sostanze che possono essere presenti nei prodotti di pulizia e igiene. I COV purtroppo sono anche una rilevante sorgente di inquinamento sia indoor che outdoor. Ad esempio, a contatto con la luce solare, possono produrre ozono troposferico e smog fotochimico. Inoltre sono causa di mal di testa, irritazione agli occhi ed è stato ipotizzato che in taluni casi possano costituire un rischio cancerogeno per i soggetti che trascorrono molto tempo in ambienti confinati. Va ricordato che l’emissione di COV è più alta all’inizio della vita del prodotto e tende poi a diminuire in tempi brevi. Un discorso a parte va fatto per la formaldeide, che invece tende a presentare rilasci costanti anche per parecchi anni. Il Ministero della Salute ha fornito qualche indicazione su come ridurre i livelli di COV, soprattutto negli ambienti chiusi. Tra questi abbiamo una buona ventilazione degli ambienti; un regolare controllo dei dispositivi di riscaldamento (caldaie, canne fumarie) e la riduzione stessa dell’uso di materiali contenenti COV.
Prodotti di pulizia e sostenibilità: i biocidi
I biocidi sono agenti chimici contenenti particolari principi attivi in grado di impedire la crescita di qualsiasi microrganismo nocivo. Per via di queste loro caratteristiche sono frequentemente utilizzati nei prodotti di pulizia liquidi con un basso PH o sprovvisti di alte concentrazioni di tensioattivi o solventi. In altre parole, i biocidi sono comunemente impiegati come conservanti o anche come disinfettanti. I biocidi si possono classificare in 4 gruppi: i già citati disinfettanti, i preservanti (con proprietà appunto conservative), i prodotti per il controllo degli animali nocivi e altri biocidi (insetticidi, antincrostanti). Purtroppo, per via della loro tossicità, alcune di queste sostanze possono essere inquinanti e nocive per la salute dell’uomo. Alcune di queste sono addirittura considerate cancerogene e ne è dunque vietata la vendita. Le normative rivolte ai criteri di ecosostenibilità (come i CAM e quella di Ecolabel) insistono molto sull’importanza dei biocidi di essere il più possibile bioaccumulabili. Il bioaccumulo è un processo attraverso il quale sostanze tossiche si accumulano all’interno di un organismo in concentrazioni superiori a quelle dell’ambiente circostante. Uno dei modi per calcolare il bioaccumulo di una sostanza è quello di verificarne la solubilità immergendola in acqua e ottanolo (coefficiente di ripartizione ottanolo-acqua).
L’arte di rinnovare: metodi di trattamento di pavimenti e superfici
In qualsiasi tipo di ambiente, sia esso civile o industriale, prima o poi si può presentare il problema della condizione e dello stato di usura di pavimenti e superfici. In uno stabilimento industriale, ad esempio, oltre al naturale deterioramento dovuto al passare del tempo, il continuo impiego di macchine operatrici potrebbe mettere a dura prova la resistenza all’abrasione della pavimentazione. In casi come questo, è dunque opportuno provvedere al rinnovamento della condizione delle superfici attraverso trattamenti specifici forniti da ditte specializzate. Ogni superficie è composta da tipo specifico di materiale, tra cui abbiamo: - legno (parquet); - marmo; - pietra; - granito; - cotto. Avere ben chiaro il materiale che costituisce una superficie è fondamentale per individuare il tipo di trattamento più efficace da impiegare. I trattamenti più comuni sono: - levigatura, effettuato per la rimozione di graffi e della patina superficiale accumulata sui pavimenti. Questo trattamento permette, mediante macchinari specifici, di lisciare la superficie. - lucidatura, utilizzata soprattutto per lucidare superfici come marmo o granito, mediante interventi meccanici o chimici. - arrotatura, utile su superfici particolarmente usurate, fa uso di dischi diamantati per eliminare tracce di sporco profondo o difetti della superficie, con un ottimo effetto abrasivo. Questo trattamento precede solitamente quello di levigatura.
Pulire i metalli: sabbiatura tradizionale e microsabbiatura
La sabbiatura è un particolare trattamento meccanico che prevede l’erosione superficiale di un materiale attraverso l’abrasione causata da un getto di sabbia e aria. Questo getto è prodotto e convogliato attraverso tre componenti meccaniche: il compressore (dove si produce il getto d’aria), la sabbiatrice (che miscela la sabbia) e l'ugello (o la pistola). L’impiego più comune di questo procedimento è la pulizia dei metalli, anche se può essere usato per incidere sia su marmo che su pietra. I metodi principali della sabbiatura tradizionale sono due: quella per via umida e quella a secco. La differenza principale sta nel fatto che per via umida viene introdotta nella corrente abrasiva dell’acqua, spesso mischiata con un inibitore della corrosione. La sabbiatura a secco resta comunque il trattamento utilizzato più frequentemente, soprattutto nelle superfici di metallo. Quando però si tratta di pulire superfici particolari come quelle di manufatti artistici, l’aspetto principale da considerare diventa quello della delicatezza. In questi casi il procedimento più comunemente utilizzato è quello della microsabbiatura, un trattamento che si avvale di un elemento specifico: il bicarbonato di sodio. Questo elemento infatti consente di lavorare in modo decisamente più morbido sulle superfici, evitando di rovinare opere dall’importante valore culturale.
Pulizia dell’industria alimentare e HACCP: norme e indicazioni
La pulizia industriale nel settore alimentare è un ambito molto delicato, in quanto per operare è necessario disporre delle giuste competenze e soprattutto conoscere bene le leggi vigenti. Nel nostro paese tutte le ditte specializzate devono attenersi scrupolosamente alle normative prescritte dal HACCP, un sistema di “autocontrollo”, nel quale sono contenute le misure necessarie ad evitare tutti gli eventuali rischi collegati agli alimenti.
Una idonea pulizia industriale deve dunque essere condotta da operatori professionali e deve soprattutto far uso di prodotti certificati da questa normativa.
il sistema HACCP fornisce chiare indicazioni per quanto riguarda: -prodotti per superfici in acciaio. Queste superfici sono utilizzate per la preparazione degli alimenti. Vanno prima pulite con detergenti sgrassanti certificati, poi con detergenti sanificanti (per eliminare i residui batterici) e infine sottoposte a lavaggio sgrossante o sanificazione; -prodotti per pavimenti, che vanno mantenuti sempre puliti con lavaggi frequenti (tra i vari prodotti indicati, molto consigliato è l’ipoclorito di sodio); - prodotti per tavoli, spesso in legno o plastica. Tra la vasta gamma disponibile molto comodi i detergenti spray; - prodotti per forni e vetrate. Per i primi vengono indicati detergenti che non lasciano odori né incrostazioni. Per i vetri invece prodotti che lasciano le superfici lucide.
Ecopulizia certificata: i marchi di qualità ecologica UE
I marchi di qualità sono particolari certificazioni, rilasciati da organismi appositi, che attestano la qualità di numerosi prodotti in commercio tra cui anche quelli di pulizia e igiene. Il marchio CE, ad esempio, è quello che attesta la conformità dei prodotti ai requisiti fissati dalle direttive comunitarie europee.
I marchi possono essere: - volontari, quando le imprese decidono di attenersi autonomamente a determinate norme tecniche di produzione per la qualità del prodotto; - obbligatori per legge, che riguardano soprattutto i prodotti pericolosi, rilasciati solo a seguito di precisi controlli.
I tipi di certificazione esistenti sono tre: certificazione del prodotto, certificazione del sistema aziendale, certificazione del personale.
Esistono vari marchi di qualità ecologica dell’unione Europea rivolti ai prodotti di pulizia. Tra questi vanno menzionati, tra gli altri, Nordic Swan, Bra Miljoval e soprattutto Ecolabel UE. Quest’ultima è un’etichetta volontaria basata su un sistema di criteri selettivi che tiene conto di due aspetti molto importanti dei prodotti: - gli elevati standard di prestazione; - il ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.
I prodotti riconosciuti da Ecolabel UE sono considerati tra i più ecologici e beneficiano delle attività di commercializzazione della Commissione Europea e degli organismi nazionali competenti.
Ecolabel e i criteri di salute
Ecolabel è un marchio di qualità ecologica che basa la certificazione dei prodotti di pulizia su principi scientifici molto selettivi, denominati criteri di salute. Ecco perché I prodotti certificati da questo marchio sono tra i più efficaci ed ecologici del mercato europeo.
I criteri di salute Ecolabel si riferiscono a: - Tossicità per gli organismi acquatici. I prodotti non devono superare un certo livello di "volume critico di diluizione". - Biodegradabilità grave dei tensioattivi. Tutte le sostanze tensioattive di un prodotto devono essere rapidamente biodegradabili. - Sostanze tossiche e preparati pericolosi. Un'ampia serie di ingredienti considerati nocivi alla salute dell’uomo non devono essere contenute da un prodotto. - Biocidi. I prodotti possono usare soltanto biocidi bioaccumulabili. - Additivi profumati. Si vieta l'uso di composti azotati e altre sostanze per creare fragranze nei prodotti. - Composti organici volatili. Tutti i detergenti multiuso sanitari non possono contenere oltre il 6% del peso di COV, mentre i detergenti per vetri non oltre il 10%. - Fosforo. vengono applicate restrizioni sulla quantità totale di fosforo elementare per via del suo alto tasso di eutrofizzazione.
I criteri di salute si occupano inoltre anche dell’imballaggio dei prodotti e dei detergenti spray contenenti gas propellenti.
Come ridurre l'impatto ambientale dei prodotti di pulizia
In un’ottica di ecosostenibilità, è importante prendere coscienza dell’impatto che i vari prodotti di pulizia possono avere sull’ambiente e considerare gli eventuali rimedi per ridurlo e migliorarlo.
I prodotti di pulizia ad esempio possono essere causa di: - inquinamento atmosferico; - formazione di ozono (smog); - contaminazione della catena alimentare; - effetti pericolosi sugli organismi dell’ambiente acquatico; - creazione di alghe che compromettono la qualità delle acque; - impatti negativi sulla salute degli addetti al servizio di pulizia (attraverso solventi nocivi per la salute umana); - produzione di rifiuti da imballaggio.
Gli impatti sopra elencati possono essere ridotti sia utilizzando prodotti ecologicamente certificati, sia riducendo al minimo la quantità utilizzata nello svolgimento del servizio di pulizia, considerando ad esempio: - l’utilizzo di tecniche innovative per la pulizia (come i panni riutilizzabili in microfibra); - un corretto monitoraggio del servizio (assicurandosi ad esempio che siano utilizzati dosaggi adeguati); - la revisione dei piani di pulizia (per esempio la frequenza con cui pulire i diversi spazi); - l’esclusione di prodotti inutili come taluni deodoranti e disinfettanti; - miglioramento della formazione del personale addetto alle pulizie; - diminuzione della quantità degli imballaggi usati o il loro riciclaggio